Bolivianos



“Bolivia es como una mujer”,
“Bolivia è come una donna, non è mai né si né no”, è il mantra che mi sento spesso ripetere da alcuni viaggiatori fuori da un convento, durante una giornata di pioggia a Potosì.
Bolivia è come una donna, dai caratteri duri e le rughe sul volto, aspre come le montagne attorno a Cochabamba.
Vedo il cuore della Bolivia negli occhi della donna che mastica foglie di coca, con le mani callose dal lavoro nelle miniere di argento di Potosì, lo sguardo ruvido e dignitoso, occhi piccoli, neri e vispi, colmi di speranza per il futuro.
Vedo il cuore della Bolivia negli occhi di una donna soldato in uniforme, con l’aspetto curato e la pistola nella fondina, che accompagna i propri piccoli a scuola, prima di prendere servizio fuori dal palazzo presidenziale.
Vedo il cuore della Bolivia negli occhi di Modesta, la nostra “Cocinera” , che ci accompagna durante tutto il viaggio in jeep, con il sorriso sulle labbra, ci dispensa caramelle come fossimo bambini, la notte dorme da sola, accanto al focolare, pronta all’alba, a preparare abbondanti colazioni.
Come la fattucchiera di un film prepara infusi di erbe locali dai nomi strambi per non farci soffrire l’altitudine o la nausea dovuta alle molte ore di jeep.
Vedo il cuore della Bolivia nel Salar che si estende a perdita d’occhio, tanto affascinante quanto spietato.
Vedo il cuore della Bolivia nell’affascinante intreccio dei cavi delle funivie che uniscono come una ragnatela i quartieri di La Paz.
Provo con la mia macchina fotografica a raccontare questo cuore, ci provo con scatti veloci, spesso imprecisi, affascinanti nella loro imperfezione, come i suoi paesaggi, come i vestiti dei danzatori il giorno della festa, colorati ma impolverati, semplici, concreti, umili.
Buon viaggio. 

Serie di 27 opere – 2018

Stampa a colori su carta fotografica
dimensioni: cm 30 x 45


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